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Genitori e figli 0-6 anni

 

La Storia

Primi passi è un laboratorio nato una decina di anni fa quando la diocesi di Verona, con un progetto di pastorale battesimale, invitò le parrocchie a proseguire quella relazione costruita con le giovani coppie anche dopo il battesimo dei loro bambini.

L’Ufficio Catechistico con la nostra équipe di catechisti prese atto del vuoto pastorale dopo il battesimo e scommise sulla capacità di trasmettere la fede dei genitori. L’intenzione del progetto si delineava allora così: dare priorità ai genitori, per favorire il rivisitare la loro fede, per testimoniarla in famiglia e viverla con viva partecipazione nella comunità cristiana.

 

La proposta

Dalla sperimentazione, avvenuta in una quindicina di parrocchie, è stata elaborato una proposta che valorizza tre contenuti del Catechismo dei bambini:

  • la dignità del bambino
  • l’incontro tra Dio e il bambino
  • la famiglia come piccola chiesa domestica che introduce alla vita nella comunità
La proposta si articola in tre momenti:
1. Guardare i figli con gli occhi di Dio è il primo momento, volto a favorire la cura del valore dei figli e la formazione integrale della persona
2. Il secondo entra nell’intimità domestica e apre La casa del racconto, valorizzandone la dimensione narrativa, dando qualità alle relazioni e diventando presupposto fondamentale per la trasmissione della fede.
3. L’ultimo passo, Strada per l’incontro, intende favorire l’educazione alla fede come cura delle condizioni per l’incontro con Dio.

 

Lo stile

La proposta assume lo stile del primo/secondo annuncio, “non dà per scontata la fede ed esprime un atteggiamento di rispetto, pazienza, gradualità, comprensione, compassione, incondizionata accoglienza, così da permettere a tutti di essere quello che sono” (fr. Enzo Biemmi).

In uno stile di laboratorio, si invitano i genitori ad assumere la loro vita come luogo di ascolto, di ricerca e di esperienza cristiana.

Noi formatori pensiamo alla catechesi come occasione per favorire la crescita del gusto di far spazio a una Parola che rigenera la vita. L’accoglienza delle famiglie è il nostro modo per dire il volto di una Chiesa ospitale, per favorire relazioni e introdurre nella comunità.

 

Il metodo

Articoliamo ogni incontro in tre fasi:

  • prendere la parola, perché intendiamo partire da quello che i protagonisti sono e sanno
  • approfondire la Parola, per dare profondità al vivere
  • riesprimere nella vita e nell’invocazione la nostra risposta

 

I destinatari

I soggetti del percorso sono i genitori e i loro figli da 0 a 6 anni.

In contemporanea all’incontro con i genitori si propone l’incontro anche ai piccoli per riproporre, in modo proporzionato, essenziale e giocoso, lo stesso tema. Genitori e figli fanno così esperienze comuni di crescita nella fede creando uno spazio per ascoltare le domande infantili, per scoprire significati da ricercare insieme ai loro genitori.

Ogni incontro si conclude insieme, genitori e bambini, con gesti e parole di preghiera che esprimono la loro gioia e gratitudine.

 

Testimonianza

I bambini sono contenti di “andare all’incontro”, proprio come fanno i loro genitori e i questi sono soddisfatti di formarsi insieme ai loro figli; tra i partecipanti nasce uno scambio, c’è condivisione di esperienze umane trasparenti e autentiche e le famiglie che partecipano ai momenti di fraternità domenicale intrecciano un legame anche con la comunità parrocchiale. Lungo il cammino condiviso constatiamo che i più fedeli e desiderosi di continuare sono proprio quelli che frequentano meno la parrocchia, quelli che vivono separazioni o non sono sposati. In loro c’è una domanda molto forte: «Posso parlare di Dio a mio figlio?». È una grande opportunità pastorale che i genitori gustano senza la fretta, favorendo le relazioni di scambio, così da gustare la condivisione fraterna e la ricerca del suo senso cristiano. È una bella opportunità per una comunità che intende educare ed educarsi nel cambiamento!

Per noi catechisti accompagnatori è bello ascoltare le parole ricche di saggezza dei genitori nate dalle loro stesse domande; è bello vederli contenti di “regalarsi” un tempo per riflettere su dubbi rimasti per troppo tempo sopiti. È stimolante ascoltare le parole e le perplessità dei genitori e dei bambini che obbligano alla ricerca, che invitano al discernimento, a riconoscere le luci ma anche le ombre del “credere oggi”. È un modo di accogliere le sfide culturali per ripensare la catechesi in modo che la Parola possa dirsi dentro la vita e favorire una risposta di fede per entrare in relazione con un Dio desiderabile.

Cecilia Brentegani

 

Ciò contribuisce a rigenerare sia la famiglia che la comunità ed è quanto esprime il Catechismo dei bambini: adulti e bambini, famiglia e comunità insieme si educano nella consapevolezza di essere generati dall’alto. E’ l’avvio di una catechesi permanente, intergenerazionale che, attraverso una comunità corresponsabile, rigenera la Chiesa stessa.

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