Home » Senza categoria » 2017 – 2018: LABORATORI SUI FONDAMENTALI: Parola, preghiera, comunità.

 
 

2017 – 2018: LABORATORI SUI FONDAMENTALI: Parola, preghiera, comunità.

 

Finalità: incentrare l’iniziazione alla vita cristiana sui tre pilastri costitutivi della comunità cristiana: la Parola, la preghiera, la qualità relazionale/carità, assumendo l’anno liturgico quale asse fondamentale della vita cristiana.

 

Obiettivo generale: familiarizzare i bambini alla fede attraverso pratiche di fede e di vita comunitaria, re-iniziandoci tutti al volto di Chiesa di Evangelii gaudium.

Obiettivi dei laboratori: i partecipanti

  • apprenderanno a rielaborare la propria fede di adulto perché diventi dicibile per gli altri (bambini, ragazzi, genitori);
  • saranno abilitati a costruire e mettere in atto pratiche efficaci dal punto di vista comunicativo;
  • proveranno a tessere raccordi tra eucaristia domenicale e vita quotidiana.

Modalità e tempi:

La modalità di lavoro sarà di tipo laboratoriale, ossia:

  • sarà una formazione intesa come trasformazione (= le persone saranno rese in grado di operare attraverso l’acquisizione di varie capacità);
  • privilegerà il ruolo (= le persone risponderanno ai propri bisogni formandosi a un compito);
  • offrirà largo spazio all’esperienza dei partecipanti;
  • si procederà in forma alternata (= un “va e vieni” tra il luogo di formazione e la pratica catechistico-pastorale).

In questo senso, i laboratori si articoleranno nel modo seguente:

  • un primo momento formativo di 5-6 incontri;
  • un secondo momento di esperienza diretta nelle proprie comunità parrocchiali o zone pastorali;
  • un terzo momento di verifica e riprogrammazione;
  • e così via.

I laboratori:

Laboratorio sulla Parola: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» (San Girolamo)

La familiarità con le Scritture è la condizione per conoscere Cristo e poterlo annunciare (cf. Incontriamo Gesù n. 34). Poiché oggi il Vangelo è sempre meno conosciuto, la catechesi è chiamata a promuovere e favorire la conoscenza saporita di pagine bibliche, del Nuovo Testamento in particolare. Ciò implica la pratica di alcuni atteggiamenti quali caratteristiche dell’annuncio: «che esprima l’amore salvifico di Dio previo all’obbligazione morale e religiosa, che non imponga la verità e che faccia appello alla libertà, che possieda qualche nota di gioia, stimolo, vitalità, ed un’armoniosa completezza che non riduca la predicazione a poche dottrine a volte più filosofiche che evangeliche» (Evangelii gaudium n.165) e la catechesi a un tempo più o meno lungo per preparare i ragazzi a ricevere bene i sacramenti.

In effetti, «tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma che va facendosi carne sempre più e sempre meglio, che mai smette di illuminare l’impegno catechistico, e che permette di comprendere adeguatamente il significato di qualunque tema si sviluppa nella catechesi» (Evangelii gaudium n. 165).

Domande guida:

-          come rimettere al centro il Vangelo? Quali luoghi possono favorire questo incontro?

-          come far intravvedere la coerenza tra il messaggio evangelico, la vita e la comunità?

Obiettivi: in vista di acquisire competenze pratico-formative, i partecipanti

-          riscopriranno alcune pagine bibliche come accesso alla fede e a una vita buona-bella;

-          saranno abilitati a una lettura dei propri vissuti alla luce del Vangelo;

-        acquisiranno quelle competenze necessarie per annunciare il Vangelo in modo da far suscitare o riscoprire la fede;

-        scorgeranno come nelle pagine bibliche prese in esame sono presenti quegli elementi legati alla vita della comunità e alla preghiera (anche liturgica).

Laboratorio sulla Preghiera: «Signore, insegnaci a pregare». Pregare e celebrare con e dentro la vita

L’educazione alla preghiera non era solitamente oggetto di attenzione nella catechesi. Si dava, infatti, per scontato che questa avvenisse in famiglia, attraverso il vissuto cristiano degli adulti (nonni, genitori, parenti…). Ora, nel contesto attuale, è divenuta una priorità.

Partendo dalla prospettiva che la fede è un modo di stare nel mondo, la preghiera è “gesto cultuale” ed “esercizio” personale capace di far lievitare l’umano e di aiutare a dare forma “cristiana” alla vita di ogni giorno. Il «sì» della fede ha bisogno di essere detto (preghiera) e fatto (nella vita di tutti i giorni). Il tempo della preghiera è il tempo dell’esplicitazione del vivere la fede che non è da sola la fede stessa, perché si prega (anche) con la vita. Infatti, l’incontro con Dio, rivelato da Gesù Cristo, si fa nel vivere da persone-che-hanno-incontrato-Dio, ossia nella prassi etica del credente.

Domande guida:

-        come fare in modo che nella vita di ogni giorno si trovi il tempo per esplicitare, esteriorizzare, esprimere la personale relazione con Dio, cioè pregare?

-        come fare in modo che nell’azione liturgica, attraverso i gesti liturgici che sono la forma ecclesiale di esprimere la fede, prenda forma il nostro essere credenti?

Obiettivi: in vista di acquisire competenze pratico-formative, i partecipanti

-        si educheranno a cogliere i segni di una Presenza che precede e accompagna la vita di ognuno in ogni momento;

-        acquisiranno maggiore consapevolezza dell’incontro personale con Gesù Cristo, quale incontro con un TU che salva la nostra vita, ne svela il senso e la rende “buona-bella”;

-        riscopriranno il gusto di pregare dentro le pieghe della vita quotidiana alla luce della Parola e del cammino liturgico;

-        celebreranno con gioia, insieme alla comunità, il giorno del Signore per rendere grazie dei suoi innumerevoli doni;

-        impareranno a raccontare la bellezza dell’incontro e della relazione con il “Dio di Gesù Cristo” in sintonia con i tempi liturgici.

Laboratorio sulla Comunità: Con Evagelii gaudium, sogniamo insieme questa Chiesa

Se la proposta catechistica lascia sullo sfondo la comunità ecclesiale, quasi fosse un luogo impersonale, l’annuncio proposto in ambito catechistico rimane privo di riscontro vitale (cf. Incontriamo Gesù n. 64). La qualità formativa di ogni azione ecclesiale – e dunque anche della catechesi – è legata alla significatività delle comunità ecclesiali. È, infatti, la vita della comunità cristiana, in tutte le sue espressioni, che è adatta a introdurre alla percezione del pregio del Vangelo, della vita che promuove, all’incontro con il Signore Gesù. Di conseguenza, lo spazio della comunità eucaristica domenicale, il gruppo catechisti, la rete dei gruppi che operano in parrocchia come pure l’apertura a coinvolgere persone “sensibili” alle povertà, a ciò che è in gioco nelle sensibilità e nel modo di organizzare aspetti importanti della vita, sono punti di attenzione importanti per il cammino di iniziazione alla vita cristiana.

In questo senso, la catechesi è chiamata a essere sempre più servizio per l’edificazione della vita cristiana, tale da lasciare vedere il contributo della fede alla costruzione della persona e al diventare umano di ciascuno, contribuendo all’umanizzazione del mondo, liberandolo dalle disumanità che gravano su di esso.

Domande guida:

-        introdurre e formare alla vita di fede implica servire l’inserimento nella vita della comunità cristiana: come ciò può avvenire oggi?

-        come prenderci cura delle modalità relazionali che viviamo tra noi come soggetto Chiesa?

Obiettivi: in vista di acquisire competenze pratico-formative, i partecipanti

-        rivisiteranno le loro esperienze di comunità cristiana alla luce di Evangelii gaudium;

-        ripenseranno l’accompagnamento del cammino iniziatico dentro la «cornice» di Evangelii gaudium;

-        saranno aiutati a sostenere e indirizzare alcune semplici e buone pratiche da mettere in atto nelle comunità di appartenenza.

Date, luogo e orario degli incontri:

I FASE – Laboratorio formativo: giovedì 5, 12, 19, 26 ottobre e 2 novembre 2017 dalle ore 20.30 alle 22.30, presso la comunità delle madri canossiane di Santo Stefano (Piazzetta Carbonai 10 – 37129 Verona) – Tel. 045 8348292.
II FASE – Nelle parrocchie: le domeniche del tempo di Avvento.

III FASE – Verifica e lab. format.:

giovedì 11, 18, 25 gennaio; 1 e 8 febbraio 2018 dalle ore 20.30 alle 22.30, presso la comunità delle madri canossiane di Santo Stefano (Piazzetta Carbonai 10 – 37129 Verona) – Tel. 045 8348292.
IV FASE – Nelle parrocchie: alcune/le domeniche del tempo di Quaresima.
V FASE – Verifica finale giovedì 12 aprile 2018 dalle ore 20.30 alle 22.30, presso la comunità delle madri canossiane di Santo Stefano (Piazzetta Carbonai 10 – 37129 Verona) – Tel. 045 8348292.


N.B. È necessario iscriversi ai laboratori, compilando la scheda di iscrizione direttamente sul sito dell’ufficio catechistico diocesano:
www.catechesiverona.it.

 

No comments

Be the first one to leave a comment.

Post a Comment