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LABORATORIO: PERCORRENDO IL SENTIERO E.G.

DAL CATECHISTA SINGOLO ALL’ÉQUIPE

Nel contesto attuale non è più sufficiente che il compito di annuncio e di catechesi di un gruppo dei bambini e ragazzi sia sulle spalle del singolo catechista. Oggi occorre che catechista non sia una singola persona ma un gruppo di persone che operando insieme, lasci intravvedere il volto di comunità cristiana che si va edificando, elaborando insieme significati della fede per la vita e preoccupandosi di come nasce e/o matura la fede.

Partendo dal fatto che la quasi totalità dei catechisti fa “catechismo” con bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni; che sono preoccupati di cosa fare con loro; che generalmente non sono catechisti dei genitori di questi bambini e ragazzi, poiché non si sentono sufficientemente all’altezza di interagire con loro circa la fede; ci chiediamo:

  • in questo contesto, in cui la catechesi che viene proposta risente ancora di un impianto legato alla cura della fede, mentre oggi la fede non può più essere data per scontata, i ragazzi di che cosa hanno bisogno?
  • E come ciò interpella il compito di catechista?
  • Quale rapporto o relazione occorre tessere con i genitori di questi bambini e ragazzi?

Alla luce delle verifiche sulle sperimentazioni avvenute in diverse diocesi italiane, degli orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia (il documento Incontriamo Gesù) e dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, ciò di cui hanno bisogno i bambini e i ragazzi è di vedere adulti che lavorano insieme sulla fede. Questi adulti sono sia i catechisti che i genitori. Questo non significa che i catechisti debbano diventare i catechisti dei genitori, ma che apprendano a dialogare con i genitori per un servizio evangelico in vista di una mediazione con i figli, da un lato; e per servire meglio la mediazione dei genitori con i figli, dall’altro.

Destinatari: catechisti e parroci.

Finalità: passare dalla figura del catechista singolo all’équipe di catechisti.

Obiettivo generale: lasciare la logica del compito da svolgere e apprendere a iniziare ai processi generativi di fede.

Obiettivi specifici: i catechisti

  • inizieranno ad acquisire la capacità di ascoltare la vita alla luce del Vangelo e di rileggere il Vangelo alla luce della vita (cf. Incontriamo Gesù n. 81: «maturare identità cristiane adulte – veri discepoli del Signore, testimoni del suo amore –»);
  • inizieranno ad acquisire una «competenza specifica nella comunicazione della fede» (cf. Incontriamo Gesù n. 81);
  • interrogandosi sulla forza di attrazione della propria comunità cristiana coglieranno da cosa dipendono e su cosa fanno leva le proposte in atto;
  • con l’ausilio di una griglia e alla luce di un brano evangelico (Mc 6,6b-13.30-31), cercheranno di individuare ciò che oggi è essenziale per lasciare la logica del compito da svolgere e assumere/apprendere quella di iniziare ai processi di generativi di fede;
  • individueranno i punti («germogli») su cui vale la pena puntare per ripensare la figura del catechista come gruppo, quale volto della comunità, in riferimento a: genitori 0-14; bambini-ragazzi 0-14; comunità; catechisti.

Sviluppo:

-        Si diventa cristiani per attrazione (cf. EG 14): «Ci vado perché ci godiamo».

-        Percorrendo il sentiero EG.

-        Maquillage di gruppo.

-        L’equipaggiamento del discepolo: Mc 6,6b-13.30-31.

-        L’equipaggiamento del catechista EG

-        Nel sottobosco nuovi germogli crescono.

-        Verso un nuovo panorama.

Modalità: laboratoriale.

Date e orario: giovedì 5, 12, 19, 26 ottobre e 2 novembre 2017; 11, 18, 25 gennaio, 1 e 8 febbraio 2018.

Sede: presso la comunità delle madri canossiane di Santo Stefano (Piazzetta Carbonai 10 – 37129 Verona) – Tel. 045 8348292.

Il laboratorio sarà condotto da un’équipe dell’ufficio catechistico e da don Andrea Magnani, e vedrà la presenza di altri esperti.

IC di ACCOMPAGNAMENTO PRE- E POST-BATTESIMALE

«Per valorizzare la presenza dei genitori – almeno di coloro che sono disponibili a lasciarsi coinvolgere – appare sempre più promettente curare la preparazione al Battesimo e la prima fase della vita (0-6 anni). L’evangelizzazione passa, in questo periodo, attraverso il linguaggio delle relazioni familiari» (Incontriamo Gesù n. 59).

L’ufficio catechistico propone un percorso di formazione per coloro che accompagnano e/o intendono accompagnare le coppie che chiedono il battesimo per il/la proprio/a figlio/a.

Destinatari: coloro che incontrano le coppie che chiedono il battesimo per il proprio figlio.

Obiettivi generali:

  • in un contesto in cui non è più possibile dare per scontata la fede, cogliere l’esperienza del generare come possibile soglia di fede;
  • acquisire alcune competenze di accompagnamento nello stile del secondo annuncio;
  • mettere in atto un possibile percorso di accompagnamento delle coppie che chiedono il battesimo per il proprio figlio, coinvolgendo la comunità cristiana.

Modalità di lavoro: laboratoriale.

Sede: presso la parrocchia del Beato Carlo Steeb, piazza Frugose 8-9 – 37132 Verona.

Date e orario: martedì 17, 24 ottobre; 7, 21 e 28 novembre 2017 ore 20.30 – 22.30.

La formazione sarà guidata e coordinata da don Andrea Magnani e vedrà di volta in volta la presenza di alcune figure educative o testimoniali.

 LABORATORIO: LA PORTA DELLA FEDE

Se si vuole rinnovare la catechesi di iniziazione cristiana non si può più procrastinare il compito di proporre percorsi di primo annuncio, leggeri e fattibili, per coloro che chiedono il battesimo per i propri figli e che hanno figli tra gli 0 e i 6 anni. È ciò che dicono tutte le verifiche fatte sulle sperimentazioni messe in atto in questi ultimi quindici anni nelle diverse diocesi italiane. È ciò che chiedono i vescovi nel loro ultimo documento sull’annuncio e la catechesi in Italia, Incontriamo Gesù al n. 59: «appare sempre più promettente curare la preparazione al Battesimo e la prima fase della vita (0-6 anni). L’evangelizzazione passa, in questo periodo, attraverso il linguaggio delle relazioni familiari».

Obiettivo generale: rinnovare l’IC a partire dalla porta della fede.

Destinatari: gli accompagnatori delle coppie che chiedono il battesimo per i propri figli; i catechisti che operano nell’ambito dell’iniziazione cristiana dagli 0 ai 14 anni; preti.

Metodo: a partire dalla vita – approfondimento – per tornare alla vita.

Date, tema e orario:

Lunedì 11 settembre 2017 La vita/fede bella: cosa è per noi?
Lunedì 18 settembre 2017 Il progetto e il pre-battesimo
Lunedì 25 settembre 2017 Il battesimo e il post-battesimo: Primi passi

Tutti gli appuntamenti saranno dalle ore 20.30 alle 22.15.

Sede: presso la parrocchia di Cristo Risorto (Bussolengo) per le catechiste e i preti della vicaria di Bussolengo.

Il laboratorio sarà guidato da Cecilia Brentegani e l’équipe “Primi passi”, don Andrea Magnani e don Antonio Scattolini.

P.S. L’équipe è a disposizione per offrire questo laboratorio anche nelle zone o vicarie che lo richiederanno.

 LABORATORI SUI FONDAMENTALI: Parola, preghiera, comunità.

Finalità: incentrare l’iniziazione alla vita cristiana sui tre pilastri costitutivi della comunità cristiana: la Parola, la preghiera, la qualità relazionale/carità, assumendo l’anno liturgico quale asse fondamentale della vita cristiana.

Obiettivo generale: familiarizzare i bambini alla fede attraverso pratiche di fede e di vita comunitaria, re-iniziandoci tutti al volto di Chiesa di Evangelii gaudium.

Obiettivi dei laboratori: i partecipanti

  • apprenderanno a rielaborare la propria fede di adulto perché diventi dicibile per gli altri (bambini, ragazzi, genitori);
  • saranno abilitati a costruire e mettere in atto pratiche efficaci dal punto di vista comunicativo;
  • proveranno a tessere raccordi tra eucaristia domenicale e vita quotidiana.

Modalità e tempi:

La modalità di lavoro sarà di tipo laboratoriale, ossia:

  • sarà una formazione intesa come trasformazione (= le persone saranno rese in grado di operare attraverso l’acquisizione di varie capacità);
  • privilegerà il ruolo (= le persone risponderanno ai propri bisogni formandosi a un compito);
  • offrirà largo spazio all’esperienza dei partecipanti;
  • si procederà in forma alternata (= un “va e vieni” tra il luogo di formazione e la pratica catechistico-pastorale).

In questo senso, i laboratori si articoleranno nel modo seguente:

  • un primo momento formativo di 5-6 incontri;
  • un secondo momento di esperienza diretta nelle proprie comunità parrocchiali o zone pastorali;
  • un terzo momento di verifica e riprogrammazione;
  • e così via.

I laboratori:

  •   Laboratorio sulla Parola: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» (San Girolamo)

La familiarità con le Scritture è la condizione per conoscere Cristo e poterlo annunciare (cf. Incontriamo Gesù n. 34). Poiché oggi il Vangelo è sempre meno conosciuto, la catechesi è chiamata a promuovere e favorire la conoscenza saporita di pagine bibliche, del Nuovo Testamento in particolare. Ciò implica la pratica di alcuni atteggiamenti quali caratteristiche dell’annuncio: «che esprima l’amore salvifico di Dio previo all’obbligazione morale e religiosa, che non imponga la verità e che faccia appello alla libertà, che possieda qualche nota di gioia, stimolo, vitalità, ed un’armoniosa completezza che non riduca la predicazione a poche dottrine a volte più filosofiche che evangeliche» (Evangelii gaudium n.165) e la catechesi a un tempo più o meno lungo per preparare i ragazzi a ricevere bene i sacramenti.

In effetti, «tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma che va facendosi carne sempre più e sempre meglio, che mai smette di illuminare l’impegno catechistico, e che permette di comprendere adeguatamente il significato di qualunque tema si sviluppa nella catechesi» (Evangelii gaudium n. 165).

Domande guida:

-          come rimettere al centro il Vangelo? Quali luoghi possono favorire questo incontro?

-          come far intravvedere la coerenza tra il messaggio evangelico, la vita e la comunità?

Obiettivi: in vista di acquisire competenze pratico-formative, i partecipanti

-          riscopriranno alcune pagine bibliche come accesso alla fede e a una vita buona-bella;

-          saranno abilitati a una lettura dei propri vissuti alla luce del Vangelo;

-        acquisiranno quelle competenze necessarie per annunciare il Vangelo in modo da far suscitare o riscoprire la fede;

-        scorgeranno come nelle pagine bibliche prese in esame sono presenti quegli elementi legati alla vita della comunità e alla preghiera (anche liturgica).

  • Laboratorio sulla Preghiera: «Signore, insegnaci a pregare». Pregare e celebrare con e dentro la vita

L’educazione alla preghiera non era solitamente oggetto di attenzione nella catechesi. Si dava, infatti, per scontato che questa avvenisse in famiglia, attraverso il vissuto cristiano degli adulti (nonni, genitori, parenti…). Ora, nel contesto attuale, è divenuta una priorità.

Partendo dalla prospettiva che la fede è un modo di stare nel mondo, la preghiera è “gesto cultuale” ed “esercizio” personale capace di far lievitare l’umano e di aiutare a dare forma “cristiana” alla vita di ogni giorno. Il «sì» della fede ha bisogno di essere detto (preghiera) e fatto (nella vita di tutti i giorni). Il tempo della preghiera è il tempo dell’esplicitazione del vivere la fede che non è da sola la fede stessa, perché si prega (anche) con la vita. Infatti, l’incontro con Dio, rivelato da Gesù Cristo, si fa nel vivere da persone-che-hanno-incontrato-Dio, ossia nella prassi etica del credente.

Domande guida:

-        come fare in modo che nella vita di ogni giorno si trovi il tempo per esplicitare, esteriorizzare, esprimere la personale relazione con Dio, cioè pregare?

-        come fare in modo che nell’azione liturgica, attraverso i gesti liturgici che sono la forma ecclesiale di esprimere la fede, prenda forma il nostro essere credenti?

Obiettivi: in vista di acquisire competenze pratico-formative, i partecipanti

-        si educheranno a cogliere i segni di una Presenza che precede e accompagna la vita di ognuno in ogni momento;

-        acquisiranno maggiore consapevolezza dell’incontro personale con Gesù Cristo, quale incontro con un TU che salva la nostra vita, ne svela il senso e la rende “buona-bella”;

-        riscopriranno il gusto di pregare dentro le pieghe della vita quotidiana alla luce della Parola e del cammino liturgico;

-        celebreranno con gioia, insieme alla comunità, il giorno del Signore per rendere grazie dei suoi innumerevoli doni;

-        impareranno a raccontare la bellezza dell’incontro e della relazione con il “Dio di Gesù Cristo” in sintonia con i tempi liturgici.

  • Laboratorio sulla Comunità:Con Evagelii gaudium, sogniamo insieme questa Chiesa

Se la proposta catechistica lascia sullo sfondo la comunità ecclesiale, quasi fosse un luogo impersonale, l’annuncio proposto in ambito catechistico rimane privo di riscontro vitale (cf. Incontriamo Gesù n. 64). La qualità formativa di ogni azione ecclesiale – e dunque anche della catechesi – è legata alla significatività delle comunità ecclesiali. È, infatti, la vita della comunità cristiana, in tutte le sue espressioni, che è adatta a introdurre alla percezione del pregio del Vangelo, della vita che promuove, all’incontro con il Signore Gesù. Di conseguenza, lo spazio della comunità eucaristica domenicale, il gruppo catechisti, la rete dei gruppi che operano in parrocchia come pure l’apertura a coinvolgere persone “sensibili” alle povertà, a ciò che è in gioco nelle sensibilità e nel modo di organizzare aspetti importanti della vita, sono punti di attenzione importanti per il cammino di iniziazione alla vita cristiana.

In questo senso, la catechesi è chiamata a essere sempre più servizio per l’edificazione della vita cristiana, tale da lasciare vedere il contributo della fede alla costruzione della persona e al diventare umano di ciascuno, contribuendo all’umanizzazione del mondo, liberandolo dalle disumanità che gravano su di esso.

Domande guida:

-        introdurre e formare alla vita di fede implica servire l’inserimento nella vita della comunità cristiana: come ciò può avvenire oggi?

-        come prenderci cura delle modalità relazionali che viviamo tra noi come soggetto Chiesa?

Obiettivi: in vista di acquisire competenze pratico-formative, i partecipanti

-        rivisiteranno le loro esperienze di comunità cristiana alla luce di Evangelii gaudium;

-        ripenseranno l’accompagnamento del cammino iniziatico dentro la «cornice» di Evangelii gaudium;

-        saranno aiutati a sostenere e indirizzare alcune semplici e buone pratiche da mettere in atto nelle comunità di appartenenza.

Date, luogo e orario degli incontri:

I FASE – Laboratorio formativo: giovedì 5, 12, 19, 26 ottobre e 2 novembre 2017 dalle ore 20.30 alle 22.30, presso la comunità delle madri canossiane di Santo Stefano (Piazzetta Carbonai 10 – 37129 Verona) – Tel. 045 8348292.
II FASE – Nelle parrocchie: le domeniche del tempo di Avvento.

III FASE – Verifica e lab. format.:

giovedì 11, 18, 25 gennaio; 1 e 8 febbraio 2018 dalle ore 20.30 alle 22.30, presso la comunità delle madri canossiane di Santo Stefano (Piazzetta Carbonai 10 – 37129 Verona) – Tel. 045 8348292.
IV FASE – Nelle parrocchie: alcune/le domeniche del tempo di Quaresima.
V FASE – Verifica finale giovedì 12 aprile 2018 dalle ore 20.30 alle 22.30, presso la comunità delle madri canossiane di Santo Stefano (Piazzetta Carbonai 10 – 37129 Verona) – Tel. 045 8348292.


N.B. È necessario iscriversi ai laboratori, compilando la scheda di iscrizione direttamente sul sito dell’ufficio catechistico diocesano:
www.catechesiverona.it.

 

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